GSS - CANZONI SPELEO - GRUPPO SPELEOLOGICO SAVONESE

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GSS - CANZONI SPELEO

UTILITÀ
Qui sotto abbiamo inserito i testi di alcune canzoni composte da noi sulla base di famose canzoni italiane, che cantiamo durante i momenti di svago.
I ABISSI (in dialetto ligure)
sull'aria de "I Mastrussi" dei Buio Pesto
In tè questo mondo donde tutto l'é scontou, vegne in grotta e t'é meravigliou,
pe anà avanti servan solo corde e moschettuin, sensa no ti fè proprio un belin.
I speleo tutti quanti fan, abissi e grotte a tutto scian,
pe noiatri l'è proprio coscì, ou femmo tutti i dì.

Di abissi-i semmo a patria-a,
semmo grandi meistri quande gh'é da trapanà.
I abissi-i son o nostro pan,
e sensa vergheugna proprio tutti i esploriam.

I speleo politici promettan a tutto scian, però poi se ne lavan e man,
scinn-a i cacciuei se cangian anche a identitè, ne vegnan de derè ma son scioppé.
E se a spelea ti vêu fä, andà su e giu devi imparà,
se un bellu pozzo ti ti vêu, devi scavà anche in tre.

Di abissi-i semmo a patria-a,
semmo grandi meistri quande gh'é da trapanà.
I abissi-i son o nostro pan,
e sensa vergheugna proprio tutti i esploriam.

I abissi-i van de modda-a,
se no ti sé fali a nostra scheua te i fa imparà.
Di abissi-i u mondo o l'é pin,
ma se i trovan i atri allöa ne gïa un po o belin.

E se o speleo ti vêu fà, andà su e giu devi imparà,
pe noiatri l'è proprio coscì, ou femmo notte e dì.

Di abissi-i semmo a patria-a,
semmo grandi meistri quande gh'é da trapanà.
I abissi-i son o nostro pan,
e sensa vergheugna proprio a tutti o diciam.

I abissi-i van de modda-a,
se no ti sé fali a nostra scheua te i fa imparà.
Di abissi-i o mondo o l'é pin,
ma se i trovan i atri allöa ne gïa un po o belin.

I ABISSI (in italiano)
In questo mondo dove tutto è scontato, vieni in grotta e sei meravigliato,
per andare avanti servono solo corde e moschettoni, senza non fai proprio un cavolo.
Gli speleo tutti quanti fanno, pozzi, abissi e grotte a tutto spiano,
per noialtri è proprio così, lo facciamo tutti i giorni.

Degli abisssi-i siamo la patria-a
siamo gran maestri quando c'è da trapanare.
Gli abissi-i sono il nostro pane,
e senza vergogna proprio tutti gli esploriamo.

Gli speleo politici promettono a tutto spiano, però poi se ne lavano le mani.
persino i cacciatori si cambiano anche l'identità,
ci vengono dietro ma sono scoppiati.

E se la speleologa tu vuoi fare, andare su e giù devi imparare,
se un bel pozzo tu vuoi, devi scavare anche in tre.

Degli abissi-i siamo la patria-a
siamo gran maestri quando c'è da trapanare.
Gli abissi-i sono il nostro pane,
e senza vergogna proprio tutti quanti li esploriamo.

Gli abissi-i vanno di moda-a,
e se non sai farli la nostra scuola te li fa imparare.
Di abissi-i il mondo è pieno,
ma se li trovano gli altri allora ci gira un pò il belino.

E se lo speleologo tu vuoi fare, andare su e giù devi imparare,
per noialtri è proprio così, lo facciamo notte e giorno.

Degli abissi-i siamo la patria-a
siamo gran maestri quando c'è da trapanare.
Gli abissi-i sono il nostro pane,
e senza vergogna proprio a tutti lo diciamo.

Gli abissi-i vanno di moda-a,
e se non sai farli la nostra scuola te li fa imparare.
Di abissi-i il mondo è pieno,
ma se li trovano gli altri allora ci gira un pò il belino.

IO SAVONESE
Sull'aria di "Io Vagabondo" Nomadi 1967
Io Savonese che son io
Speleologo non sono altro
Spit in tasca non ne ho
Ma laggiù ci son stato io

Io un giorno passerò
E dopo la strettoia io l'abisso troverò
Ma un altro che ne sa
Che cos'è l'esplorazione che ne sa
Poi una notte di settembre io passai
L'aria nei capelli
E gli abissi se li trovi sono belli
Chissà perché non c'è passato
Il piemontese che
Il cuore ci ha lasciato
Io Savonese che son io
Speleologo non sono altro
Spit in tasca non ne ho
Ma laggiù ci son stato io
PANE E AGLIO
Cantata anche dai BUIO PESTO
al concerto di Bardineto nel 2003
Sto puntando una rossa che balla
Con un tipo che sembra una palla,
Ma mi sembra che lei mi sorrida
Ed io pronto raccolgo la sfida.

    
Le sue labbra son certo già ardenti
Altrettanto puoi dir dei miei denti
Forse ho fatto davvero uno sbaglio
A mangiare quel pane con l'aglio.

Pane e Aglio a Bardenei
Bacia la bella bimba, bacia la bella bimba
Pane e Aglio a Bardenei
Bacia la bella bimba e balla con lei.

Sto scavando da ore a Rio Secco
E di certo lei mi fa becco
Con un tipo pulito e dabbene
Le mie mani di fango son piene.

    
Cosa fai o gioiosa fanciulla
Tu sei bella ma certo un po' grulla
A restare con quel troglodita
Che di fango ti riempie la… vita.

Pane e Aglio a Bardenei
Bacia la bella bimba, bacia la bella bimba
Pane e Aglio a Bardenei
Bacia la bella bimba e balla con lei.

O mia bella ti prego una danza
Io son meglio di quel con la panza
Dei tuoi occhi mi sono invaghito
Se non m'ami m'ammazzerò fito.

    
Al tuo invito convolo e lo dico
Perché in vero tu sei un grande fico
Speleologu tu sei di sicuro
Puzzi infatti di terra e carburo.

Pane e Aglio a Bardenei
Bacia la bella bimba, bacia la bella bimba
Pane e Aglio a Bardenei
Bacia la bella bimba e balla con lei.

LA STORIA DI SABRINA

Sull'aria di "La Canzone di Marinella" di F. De Andrè
Questa della Sabrina è la storia vera
Che scivolò nel fiume alla Pollera
Non prestò attenzione facendo il passo
Quando volò nell'acqua come un sasso


Cercavi un appoggio od un appiglio
Se ci fosse stato forse era meglio
Quando non l'hai trovato ti sei agitata
E nell'acqua fredda tu sei volata

Forte alla roccia tendevi la mano
Che sopra il fango scivolava piano
Quando ad un tratto con un gesto buffo
Dritta nell'acqua ti feci un bel tuffo



Ma solo al profeta tu davi ascolto
E dalla roccia la tua mano hai tolto
Se il suo consiglio non avessi ascoltato
Il tuffo in acqua avresti evitato

Ed ora immobile col volto cupo
Aspetti qualcuno che venga in tuo aiuto
E Fabio si affretta a saltar giù nel fosso
Per accertarsi che tutto sia a posto


Rimani li ferma come incantata
Mentre la tuta è già tutta bagnata
Con gesto veloce e disinvolto
L'intero vestiario avevi già tolto

Questa o Sabrina è la tua storia vera
Che sei volata nel fiume della Pollera
E come tutte le più belle cose
Sei rimasta un sol giorno…come le rose.

PER LA VOGLIA DI ESPLORARE CHE UNO HA

Sull'aria di "Il Giorno di Dolore che Uno Ha" di Ligabue 2003
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
Quando il tuo coraggio freme per non startene quassù
Quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissacchè
Che nessuno te lo spiega perché sia successo a te
Quando aspira un po' di vento che ci si spera un po'
Ed il buco è un po' più stretto del tuo dirgli passerò
Quando sembra tutto chiuso il tuo abisso si aprirà


Per la voglia di esplorare che uno ha
Quando indietro non si torna quando l'hai capito che
Che la frana con la schiena la reggevi proprio te
Quando farsi una ragione vorrà dire vivere
Te l'hanno detto tutti quanti che per loro è facile
Quando batti col martello dove non ci passi più
Ed il buco è un po' più stretto del tuo dirgli vado giù!
Quando la tua voglia brucia il tuo abisso si aprirà


Per la voglia di esplorare che uno ha
Quando l'acqua nel meandro, la tua tuta bagnerà
Quando l'aria che fa il giro la tua fiamma spegnerà
Quando questa frana intorno sempre merda resterà
Riconoscerai l'odore che l'abisso è proprio là
Quando il tuo meandro corre e tu griderai"si và!"
Che il pozzo adesso è fondo ma la corda basterà
Quando sposti appena il piede il tuo abisso scenderà


Per la voglia di esplorare che uno ha
 
Ultimo aggiornamento: 07/03/2017
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