GSS - COMPORTAMENTO CORRETTO IN GROTTA - GRUPPO SPELEOLOGICO SAVONESE

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GSS - COMPORTAMENTO CORRETTO IN GROTTA

IN GROTTA
 
L'atteggiamento  più corretto da tenere in grotta è quello di non portare via nulla e  non abbandonarvi niente: ogni persona che entri in una grotta può  prendere solo fotografie e lasciare solo poche impronte di calzature.  Non è comunque sufficiente limitarsi a tenere un comportamento corretto,  è anche nostro dovere:

1) correggere e prevenire i comportamenti errati di persone poco rispettose che ci può capitare di incontrare;

2)  segnalare alle autorità competenti e agli esperti (Amministrazioni  Provinciali e Comunali, Guardie Forestali, Ufficio Parchi della Regione  Liguria, Delegazione Speleologica Ligure, Gruppi Speleologici dell'Albo  Regionale) eventuali danneggiamenti o forme di inquinamento che  dovessimo riscontrare;

3) raccogliere e portare all'esterno i rifiuti lasciati da incivili visitatori del fantastico mondo sotterraneo.

Per chi vuole saperne di più:

Non abbandoniamo le pile
Le pile sono in genere costituite da sali di metalli diversi  (piombo, zinco, mercurio, cadmio, nichel, argento) chiusi in un  involucro. Se una pila viene abbandonata in grotta, col passare del  tempo l'involucro si rompe e il contenuto (ioni metallici e acidi  forti), oltre a corrodere le concrezioni e annientare ogni forma di vita  animale presente in piccole pozze d'acqua, inquina gravemente l'acqua  sotterranea, in modo tale che essa non può più essere utilizzata per  scopi potabili (una sola pila allo zinco può inquinare fino a 30.000  litri d'acqua, una al mercurio arriva a rendere non più potabili fino a  30 milioni di litri d'acqua!). Danni analoghi possono essere arrecati  all'ambiente esterno: dopo l'uso, le pile esauste devono essere buttate  negli appositi contenitori speciali reperibili presso la nettezza urbana  di parecchie città (o stoccate in contenitori stagni di plastica).


Non abbandoniamo alcun genere di rifiuto
Oltre ad essere brutti a vedersi, i rifiuti possono veicolare  batteri o virus patogeni, se sono di origine alimentare, o recare danno  alle persone, se si tratta di cocci di vetro o materiali metallici. E'  bene inoltre non lasciare mozziconi di sigaretta, in quanto contengono  prodotti altamente tossici, in grado di distruggere ogni forma di vita  presente in piccoli bacini d'acqua.


Non abbandoniamo il carburo esausto
Il carburo crea una grave e a volte irreversibile deturpazione  estetica, in quanto, reagendo con l'anidride carbonica, si cementifica  sulle concrezioni. Se viene gettato in piccole pozze d'acqua, distrugge  la vita animale presente, a causa della sua forte basicità ed  esotermicità. Il carburo esausto va riposto in appositi contenitori  ermetici di plastica, portato all'esterno e, chiuso in un sacchetto,  deposto nei contenitori della nettezza urbana.


Non disturbiamo né distruggiamo la vita animale
Rispettiamo la fauna ipogea: evitiamo di recare disturbo ai  pipistrelli e a ogni altro essere vivente, con inutili rumori o puntando  loro addosso la luce. Evitiamo inoltre di lasciare in grotta sacchetti  di plastica con residui alimentari: si possono infatti trasformare in  trappole mortali per gli animali cavernicoli.


Non asportiamo né roviniamo le concrezioni e i reperti archeologici
Le concrezioni calcaree impiegano migliaia di anni per formarsi:  spezzandole o deturpandole, distruggiamo un lunghissimo e laborioso  processo naturale. Oltre a tutto, una volta portate fuori dalla grotta,  esse perdono la loro bellezza e lucentezza: è molto meglio portarsi a  casa una fotografia, che rende fedelmente lo splendore delle concrezioni  e dei cristalli di calcite o aragonite inseriti nel loro ambiente  naturale. Se ci si trova in presenza di reperti preistorici o  paleontologici è bene non toccare nulla e avvisare prontamente le  Autorità competenti (Soprintendenza Archeologica e Musei Archeologici),  affinché i ritrovamenti possano essere subito studiati da esperti e  fornire informazioni preziose (spesso uniche!) sugli uomini e sugli  animali che sono vissuti parecchi anni prima di noi. E' altamente  dannoso intraprendere scavi abusivi alla ricerca di eventuali teschi di  orso speleo o di testimonianze dell'uomo preistorico, in quanto così  facendo, nella speranza di trovare un pezzo pregevole, si sconvolge  irrimediabilmente un deposito archeologico ricco di informazioni  decifrabili solo dagli esperti del settore: tale comportamento  irresponsabile sarebbe analogo a quello di una persona che strappi e  distrugga le pagine dell'unica copia di un libro scritto in una lingua a  lei incomprensibile, senza dare così la possibilità a chi invece  conosce quella lingua di interpretarne il significato.


Evitiamo il calpestio inutile
E' bene cercare di transitare sempre nei medesimi posti, in modo da  sporcare il meno possibile la grotta col fango che ci portiamo addosso  (sulla tuta e sulle calzature): i percorsi interni visibili vanno  seguiti e rispettati.


Evitiamo i contatti inutili con le pareti e le concrezioni
E' bene non toccare mai le concrezioni, neppure se si hanno le mani  pulite (la presenza sulla pelle di acidi e grassi reca comunque danno  alle forme sotterranee). Se non è indispensabile per la progressione, è  opportuno evitare di appoggiarsi alle pareti.


Evitiamo di lasciare sulle pareti scritte o indicazioni
Inutili scritte o indicazioni deturpano in maniera talvolta  irreversibile le pareti delle grotte e non possono essere cancellate con  una mano di pittura come si può fare invece per i muri delle case!


Evitiamo di eseguire scavi o disostruzioni che non siano indispensabili
Il mondo sotterraneo che noi percorriamo è il risultato di  lunghissimi processi naturali, dove fasi di corrosione-erosione si sono  alternate a fasi di deposito e concrezionamento: qualunque intervento  umano altera l'ambiente ipogeo. Piccoli scavi o disostruzioni sono  giustificati solo per consentire un sicuro passaggio degli esploratori o  per accedere a nuovi ambienti da esplorare: ogni sbancamento in deroga a  queste necessità è inutile e dannoso per le grotte e per lo studio e la  comprensione della loro storia evolutiva.
 
Ultimo aggiornamento: 14/07/2017
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